LATINISTI

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venerdì 4 giugno 2010

Annibale e colloquio con Scipione

Summotis pari spatio armatis cum singulis interpretibus congressi sunt, non suae modo aetatis maximi duces, sed omnis ante se memoriae, omnium gentium cuilibet regum imperatorumve pares. Paulisper alter alterius conspectu, admiratione mutua prope attoniti, conticuere. Tum Hannibal prior: "Si hoc ita fato datum erat, ut, qui primus bellum intuli populo Romano, quique totiens prope in manibus victoriam habui, is ultro ad pacem petendam venirem, laetor te mihi sorte potissimum datum, a quo peterem. Tibi quoque inter multa egregia non in ultimis laudum hoc fuerit, Hannibalem, cui tot de Romanis ducibus victoriam di dedissent, tibi cessise, teque huic bello, vestris plus quam nostris cladibus insigni, finem imposuisse.


Traduzione

Lasciate indietro a egual distanza le scorte armate, si avvicinarono, ciascuno coi suoi interpreti, i due duci, che non solo erano i massimi del tempo, ma, a memoria d'uomo, eguali di qualsiasi re o duce di qualsivoglia nazione. Per un momento, giunti l'uno in cospetto dall'altro, quasi colpiti da mutua ammirazione, stettero in silenzio, Poi Annibale parlò per primo.
"Se questo era così destinato, che io, che primo mossi guerra al popolo romano, che tante volte ebbi quasi in mano la vittoria, proprio io per primo venissi a domandare la pace, sono contento che il destino mi abbia tratto a domandare la pace, sono contento che il destino mi abbiatratto a domandarla proprio a te. Anche per te, fra tante tue insigni imprese, non sarà il minor titolo di gloria il fatto che Annibale, al quale gli dei avevano dato la vittoria su tanti duci romani, abbia ceduto a te, e che tu abbia posto termine a questa guerra, memoranda per le disfatte vostre più che per le nostre.

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